Che cosa può fare il consulente specialista in scienze cognitive

Gli esempi che seguono riguardano aree di ricerca, e di intervento basato sulla ricerca, in cui le competenze acquisite nell’ambito delle scienze cognitive possono essere spese.
Per ciascuna area viene fornita l’indicazione delle specifiche attività in cui potrebbe essere richiesta la consulenza, seguita da una breve descrizione esplicativa. Le competenze qui indicate non vanno viste come separate l’una dall’altra, in quanto esistono ampi spazi di sovrapposizione reciproca. La documentazione qui fornita è esemplificativa, non esaustiva.
Questi esempi possono anche essere visti come suggerimenti per i Project Work che saranno sviluppati dagli allievi del Master durante gli stage.

  1. Formazione
  2. Organizzazione del lavoro
  3. Organizzazione della produzione
  4. Innovazione
  5. Interazione nei team di lavoro
  6. Uso e interazione con gli strumenti di lavoro
  7. Problem solving
  8. Supporto alla decisione

1. Formazione:

In un contesto di frequenti cambiamenti e riorganizzazioni del lavoro, sia dal punto di vista tecnologico (nuove macchine, nuove procedure…), sia dal punto di vista umano (nuovi addetti) il problema di capitalizzare e trasferire le conoscenze – che caratterizza per definizione la formazione – è centrale. Questo è l’aspetto più classico della formazione, che può evidentemente riguardare l’addestramento a particolari compiti o situazioni, o all’uso degli strumenti. Tale problema tuttavia, per quanto riguarda il potenziale umano, nell’attuale situazione in cui il turn-over va notevolmente rallentando e si punta sulla riconversione, si va trasformando nel problema di ristrutturare le conoscenze e competenze esistenti. E’ dunque fondamentale studiare quali fattori possano aiutare a trasferire in maniera flessibile le abilità cognitive apprese in un determinato ambito lavorativo ad un contesto differente.

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2. Organizzazione del lavoro:

Non sembra discutibile il fatto che per una efficiente organizzazione aziendale il processo di lavoro dovrebbe essere progettato sulle esigenze di chi deve compierlo: comprensibile, ordinato, razionale (ivi compresi l’uso e l’interazione con macchine e strumenti). Questo risultato può essere ottenuto sulla base di un attento studio che riguarda da una parte come il processo lavorativo è strutturato e dall’altra quali aspetti umani sono implicati.
In particolare: che cosa un operatore deve fare, in termini di azioni, decisioni o processi cognitivi, per raggiungere un certo scopo? quale corrispondenza c’è tra i compiti e le componenti umane in una particolare applicazione? quali conoscenze, abilità, caratteristiche personali sono richieste per svolgere con successo un certo lavoro? quali sono gli aspetti critici di un certo compito? quali i vincoli percettivi o di attenzione nell’uso di una macchina o strumento?
Per questo tipo di indagine, che in parte va sotto il nome di task analysis, sono stati sviluppati specifici metodi e tecniche che consentono di ottenere ottimi risultati. In particolare, le applicazioni possono riguardare l’allocazione delle funzioni nello staff, la formazione, il controllo della produttività, la sicurezza (rischi nel lavoro, analisi del carico di lavoro, analisi di errori o incidenti). Altre tecniche di ricerca prevedono la simulazione o il modellamento della realtà lavorativa e delle corrispondenti abilità degli agenti umani (decisioni, errori, ecc.). L’output dell’intervento cognitivo può riguardare anche il cosidetto job design, cioè il processo di collegamento di specifici compiti a specifici lavori e di decisione di quali tecniche, equipaggiamenti e procedure dovrebbero essere usati per compiere tali compiti.

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3. Organizzazione della produzione:

E’ evidente che per un efficiente posizionamento dei prodotti questi dovrebbero essere adattati alle esigenze del potenziale utente: facili da usare, attraenti, rispondenti ai suoi bisogni e limiti fisici e/o cognitivi (“user-friendly”). Lo studio di queste problematiche costituisce l’oggetto dell’ergonomia cognitiva (in ambito americano “fattori umani”), un altro filone di indagine molto noto, sviluppato ed efficace. Ad esempio, sono studiati i vincoli percettivi, di attenzione o di memoria che possono ostacolare la fruizione di un prodotto o servizio. Un altro aspetto può riguardare la presentazione dei prodotti: il loro confezionamento, le istruzioni per l’uso, ecc. Ad esempio vengono talora usate forme di rappresentazione simbolica non adeguate o diagrammi per il montaggio non sufficientemente chiari.

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4. Innovazione:

In un contesto in cui l’adeguamento alla concorrenza ha un ruolo importante per la sopravvivenza di un’attività produttiva, è spesso necessario innovare per fronteggiare le richieste del mercato. Le nuove tecnologie sono anche una fonte di continua evoluzione. E’ dunque necessario favorire la creatività nell’ambito lavorativo allo scopo di un continuo miglioramento delle prestazioni e dei risultati. Le ricerche in questo settore riguardano le strategie più adatte per suscitare cambiamenti che costituiscano reali innovazioni e che di queste apportino i benefici. Esistono studi che indicano come sviluppare l’innovazione sia a livello organizzativo che individuale, come evitare la dispersione delle nuove idee, anche in relazione ai diversi livelli di conoscenza ed expertise che caratterizzano i diversi componenti di un gruppo di lavoro. I problemi non riguardano solo la generazione delle innovazioni ma anche la possibilità della loro effettiva adozione.

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5. Interazione nei team di lavoro:

L’approfondimento di competenze riguardanti la psicologia del lavoro e i modelli e le strategie linguistico-comunicative può permettere la ricerca di soluzioni riguardanti l’interazione nei team. Un particolare contributo è fornito dalla pragmatica cognitiva, che studia non solo gli aspetti di contenuto dell’interazione ma anche una serie di aspetti relazionali e contestuali che sono altrettanto o più importanti nella comune costruzione e interpretazione del significato di uno scambio comunicativo.

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6. Uso e interazione con gli strumenti di lavoro:

Una caratteristica essenziale di qualunque attività lavorativa è l’uso di strumenti. In un sempre crescente numero di casi, si tratta di strumenti informatici ma in alcuni casi esistono anche macchine progettate ad hoc per l’esecuzione di particolari compiti. Esiste un ampio e consolidato settore di ricerche che riguarda le modalità di interazione tra l’uomo e la macchina, compresa l’ingegneria del software. In questo ambito, il ruolo dei fattori cognitivi è di tutta evidenza. Gli stessi vincoli percettivi, di attenzione o di memoria che riguardano i prodotti, interessano anche centralmente gli strumenti usati per produrli.
Un altro settore di applicazione riguarda le conoscenze necessarie non soltanto per usare e far funzionare gli strumenti ma per la loro riparazione. Un tipico risultato delle scienze cognitive è stata la progettazione di sistemi esperti, software ricavati ad esempio dall’analisi delle conoscenze di chi ha esperienza con un sistema complesso, per fornire a chi non è esperto consigli circa il suo funzionamento o l’individuazione di guasti.

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7. Problem solving:

Le scienze cognitive hanno sviluppato precise metodologie e tecniche per l’analisi delle situazioni problematiche. Considerando la situazione in cui ci si trova, gli obiettivi che si intendono perseguire, i mezzi disponibili per raggiungerli, è possibile elaborare piani di intervento articolati. Un ruolo particolare in questo contesto hanno le rappresentazioni delle conoscenze relative a situazioni, obiettivi e mezzi.

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8. Supporto alla decisione:

Molte situazioni nella realtà lavorativa presentano un carattere di sfida: situazioni dinamiche o fluide, caratterizzate da limitazioni di tempo, da scopi fra loro contraddittori, da circoli viziosi, da dati mancanti, incerti o incompleti, da effettivi rischi. In questi casi può essere opportuna una consulenza-ricerca volta ad evidenziare i fattori di una decisione razionale. I fenomeni riguardanti la percezione e valutazione della probabilità di eventi o del rischio sono ormai ben conosciuti e sono stati ben studiati gli errori e le illusioni cognitive a cui tale valutazione è soggetta.

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