| Aspetto del tag |
Funzione del riferimento | Ordinamento nella bibliografia |
| [7] |
Riferimento all'opera | Numerazione progressiva in base alla comparizione nel testo |
| [Hin62] | Riferimento
all'opera,
indicando
autore
e
anno |
Ordinamento alfabetico (compresso) |
| (Hintikka 1962) | Riferimento all'opera, indicando autore e anno | Ordinamento alfabetico (esteso) |
| (Hintikka 1962a) | Riferimento all'opera, indicando autore e anno | Ordinamento
in
primo
luogo
alfabetico,
quindi cronologico (nel caso di più titoli per uno stesso autore) |
| [FHV91] | Riferimento all'opera, indicando autori e anno | Ordinamento
alfabetico (i testi con più autori sono collocati alla lettera del primo di essi, dopo tutte le opere di singoli autori) |
| [Hin62, pp. 51-57] | Riferimento ad un brano, indicando opera, autore, anno e pagine | Ordinamento alfabetico (compresso) |
Nella tabella vengono mostrati l'aspetto possibile di alcuni tag.
b) le note
Quando l'autore desidera soffermarsi su di un tema che esula dalla
struttura portante dell'argomentazione, lo riporta in nota. Quest'uso
permette di sviluppare percorsi divergenti dal tema del paper
permettendo allo stesso tempo al lettore di seguire senza intoppi lo
sviluppo della tematica principale.
Si presti attenzione al fatto che le note vengono poste uniformemente
prima o dopo la punteggiatura: la scelta è una questione di
estetica, e solitamente viene specificata dalle impostazioni della
rivista alla quale il saggio è stato proposto (ad ogni modo, le
note poste dopo la punteggiatura sono meno vistose e preferibili).
Pu˜ essere eventualmente possibile l'uso di note in entrambe le
posizioni all'interno dello stesso paper
per specificare i diversi casi
di quando la nota viene giustapposta a un termine, e quando invece
è da riferirsi all'intero enunciato; tale uso è tuttavia
evitabile nella maggior parte dei casi, e non così frequente.
Le note possono essere utilizzate, inoltre, anche per riportare
alcuni brani di un'opera citata, ad esempio della correttezza
dell'interpretazione fornita nel testo; nel qual caso conterranno il
riferimento ad un'opera della bibliografia. Per tale riferimento
andrebbero utilizzati i metodi appena introdotti: la citazione per
mezzo di tag, infatti,
permette di non ripetere i dati bibliografici
della stessa opera nel corso dello stesso saggio. Tuttavia pu˜
capitare di vedere apparire direttamente in nota la citazione del testo
stesso (seguendo un uso più 'continentale' che 'analitico',
adatto ad opere di grandi dimensioni nelle quali andare tutte le volte
a scorrere la bibliografia in fondo al volume pu˜ risultare
scomodo). in questi casi, quando il riferimento bibliografico si
ripete, si possono trovare le abbreviazioni riportate nella tabella
sottostante.
| Abbreviazione | Significato |
| id., Titolo, pp. #-# idem, Titolo, pp. #-# |
indica un testo diverso dello stesso autore citato nella nota immediatamente precedente |
| ivi ,
pp. #-# |
indica un testo che è stato citato nella nota immediatamente precedente |
| ibid. ibidem. |
indica un
brano collocato alle stesse pagine
di quello che è stato
citato nella nota immediatamente precedente |
| Op. cit. , pp. #-# | indica l'ultima opera citata in precedenza |
| Art. cit. | indica l'ultimo articolo citato in precedenza |
| Cognomeautore (1992) |
indica il
libro o l'articolo cui ci si riferisce in bibliografia con quella data
di pubblicazione (se più lavori hanno la stessa data si può usare (1992a), (1992b)... |
c) la bibliografia
La bibliografia fornisce l'indice dei testi citati in un saggio:
come tale colloca un testo nel suo ambiente, definendo l'insieme dei
saggi con i quali intende instaurare un dialogo. Si configura
così come un importante strumento di consultazione anche prima
della lettura, perché una sua scorsa iniziale permettete spesso
si capire immediatamente quali sono le coordinate di riferimento del
saggio, e intuire quanto il suo contenuto sia rilevante per le ricerche
che si stanno compiendo; è difficile, infatti, che due paper con
riferimenti bibliografici completamente diversi stiano parlando degli
stessi temi.
La bibliografia permette inoltre di ritrovare le informazioni
bibliografiche utili al reperimento delle opere citate. Si comprende
dunque quanto sia importante che le varie voci bibliografiche siano
complete e consentano una lettura immediata dei dati. Conseguentemente
la bibliografia dovrà essere:
- completa, facendo
riferimento ai testi più importanti che
hanno trattato l'argomento in questione;
- ordinata in base a qualche
criterio, che ne faciliti la consultazione;
- uniforme, essendo le varie
voci bibliografiche ordinate secondo una
classificazione stabilita e formattate seguendo dei parametri standard.
La scelta di questi criteri può essere anche una questione di
stile, ma è importante che, una volta fissata, non venga
più modificata.
| Categoria dell'opera citata | Esempi di citazione |
| libro di un solo autore | Jakko
Hintikka, Knowledge
and belief, Cornell University Press, Ithaca, New York, 1962. Hintikka J. (1962), Knowledge and belief, Cornell University Press, Ithaca, New York. |
| più libri di un solo autore | Russel,
B.,
The
problems of philosophy, Oxford University Press, London, 1912. – , The analyses of mind, George Allen and Unwin, London, 1921. |
| più di tre autori di un solo libro | Fagin
R.,
Halpern J. Y., Moses Y. et al., Reasoning
about
knowledge, The MiT
Press, Cambridge, Massachusetts, 1995. Fagin R., Halpern J. Y., Moses Y. et al. (1995), Reasoning about knowledge, The MiT Press, Cambridge, Massachusetts. |
| saggio contenuto in un libro |
Moshe Y.
Vardi, "On
epistemic logic and logical omniscience", in Joseph Y. Halpern (a cura
di), Proceedings of the First
Conference of Theoretical Aspects of
Reasoning About Knowledge (TARK86), Morgan Kaufmann Publishers,
San
Mateo, California, 1986, 293-305. Vardi M., (1986) "On epistemic logic and logical omniscience", in Halpern J. (a cura di), Proceedings of the First Conference of Theoretical Aspects of Reasoning About Knowledge (TARK86), Morgan Kaufmann Publishers, San Mateo, California, pp. 293-305. |
| articolo di rivista | Ronald
Fagin, Joseph Yehuda Halpern, "Belief, awareness and limited
reasoning", Artificial
intelligence 34 (1988),
pagg.
39-76. Fagin R., Halpern J., "Belief, awareness and limited reasoning", Artificial intelligence 34 (1988): 39-76. R. Fagin, J. Halpern (1988), Belief, awareness and limited reasoning, Artificial intelligence 34, pp. 39-76. |
La tabella mostra alcune notazioni di
riferimento per le bibliografia.