Epistemologia

Seminario dei dottorandi di Logica e Filosofia della Scienza



1-2 GIUGNO 2000

Dipartimento di Filosofia, Universita' di Genova
AULETTA SEMINARI
via Balbi 4, II piano



1 Giugno
 
   
11.30 Apertura del Seminario 
12.00 Viola SCHIAFFONATI  (Filosofia dell'intelligenza artificiale)
 
 BREAK
14.30 Luca MALATESTI (Filosofia della mente)
15.30 Alessandro DELL'ANNA (Filosofia della Percezione ed Epistemologia)
 
 BREAK
17.00 Gabriella PIGOZZI(Logiche non monotone) 
2 Giugno
 
   
 9.30 Paola CANTU' (Filosofia e Storia della Matematica e della Logica)
10.30 Arianna BETTI (Storia e Filosofia della Logica e della Semantica)
 
 BREAK
12.00 Alessandra GAUDINO(Filosofia della Matematica)
 
 BREAK
14.30 Valeria ASCHERI (Filosofia della Scienza/Scienze Cognitive)
15.30 Tatiana ARRIGONI (Filosofia della Matematica)
BREAK
17.00 Roberto ARPAIA (Logica)

Abstracts

ARPAIA ROBERTO
robertoarpaia@tiscalinet.it

Laureato ad ottobre 98 presso l'Università di Firenze con una tesi sulla storia della teoria degli insiemi dal titolo "Contributi alla storia dell'assioma di fondazione e delle sue negazioni", relatori Prof. Ettore Casari e Dott. Pierluigi Minari, dal 1999 sono dottorando in filosofia della scienza all'università di Genova (tutor Prof. Dario Palladino).

Programma di ricerca: uno dei possibili modi di analizzare un sistema logico (classico, intuizionista ecc...) è quello di interpretare tale logica in una coppia <For, Cn >, dove For è líinsieme delle formule e Cn è líoperatore di deduzione, che ad un qualsiasi insieme M di formule associa líinsieme Cn(M) delle formule logicamente derivabili (tramite la logica ìcodificataî dallíoperatore Cn) da M. Tale approccio fu inaugurato in maniera assiomatica da Tarski a cavallo degli anni ë30 e poi ripreso negli anni í60, indipendentemente, dal matematico italiano Roberto Magari ed in Polonia da Los, Suszko e Wojcicki. Mentre líapproccio di Magari e della sua scuola non seppe imporsi (anche per limiti linguistici) oltre i confini nazionali, le ricerche della scuola polacca hanno dato vita ad un fecondo paradigma di ricerca denominato logica algebrica astratta, che vede impegnati studiosi delle Università di Barcellona, Budapest e Chicago.
  Gli scopi che la mia ricerca si prefigge sono principalmente due: da un lato si tratta di ricostruire storicamente líapproccio dei lavori di Magari sui sistemi deduttivi alla luce dei nuovi risultati raggiunti, cercando di individuare risultati originali rimasti senza risonanza (e mirando ad una dovuta rivalutazione dei lavori del matematico italiano); dallíaltro quello di integrare e risolvere alcuni dei molti problemi ancora aperti riguardo agli operatori di deduzione.
  Nel corso della mia ricerca di ricerca ho potuto avvalermi dellíaiuto scientifico della professoressa Annalisa Marcja, del dipartimento di matematica dellíUniversità di Firenze.

Fondazione e antifondazione in teoria degli insiemi

Dopo la celeberrima prima assiomatizzazione della teoria degli insiemi da parte di Zermelo (1908), alcuni studiosi si avvidero che la presenza di insiemi autoappartenenti, ciclici o ìabissaliî non è di per sé esclusa dagli assiomi zermeliani. Tale scoperta ha dato luogo, negli anni ë10 e í20, al sorgere di due posizioni contrapposte: da un lato si è vista la presenza di insiemi non fondati come ìantinomicaî (Fraenkel, Skolem, von Neumann e Zermelo), dallíaltro (tramite Mirimanoff e Finsler) ci si è  posto il problema di trattare anche gli insiemi non-fondati come oggetti matematici.
  A partire dalla vicenda storica si porrà il problema delle possibili applicazioni della non-fondatezza in vari campi della filosofia.

Bibliografia

- CASARI, Ettore.  Questioni di filosofia della matematica, Feltrinelli, Milano , 1964. (Bastano i capp. I, IV, V)
- ACZEL, Peter.   Non-well-founded sets, CSLI Lecture Notes 25, Stanford, 1988.
- BARWISE, Jon & MOSS, Lawrence. Vicious Circle. On the mathematics of non-well-founded phenomena, CSLI Lecture Notes 60, Stanford 1996.

back to top



ARRIGONI TATIANA
arrigonitatiana@hotmail.com

Mi sono laureata in filosofia nel dicembre del 1998 allíuniversità Cattolica di Milano (titolo della tesi: "Formalità e dimensione filosofica nellíopera di A. Tarski"; relatore: prof. S. Galvan) iniziando una lavoro di ricerca mirante ad individuare, sulla base di una conoscenza tecnica dei problemi dei formalismi matematici, risultati significativi in vista della determinazione, da un punto di vista filosofico, della natura dei formalismi matematici stessi. In particolare, dopo essermi confrontata a lungo coi problemi dei sistemi formali dellíaritmetica elementare (limiti deduttivi -teoremi di Gödel- ed espressivi -teorema di Tarski- degli stessi), sono ora impegnata in uno studio delle soluzioni tecniche proposte a superare parzialmente i risultati di limitazione (costruzione di teorie della verità e formalizzazione del modello della teoria al secondo ordine). Con ciò la direzione dei miei studi mi porta naturalmente alla considerazione delle versioni assiomatiche delle teoria degli insiemi e ai problemi tecnici che sono proprie di questíultima (pluralità delle teorie degli insiemi, risultati di indecidibilità, indipendenza, non categoricità allíinterno della teoria assiomatica degli insiemi). Líaspetto tecnico è, comunque, da vedersi nel contesto del programma di ricerca da me intrapreso, come il presupposto essenziale al fine di interpretare filosoficamente i formalismi. Più esattamente, a partire dalla posizione realista in filosofia della matematica, e dalla messa a confronto di questíultima coi problemi tecnici dei formalismi, intendo individuare ragioni e limiti della plausibilità del realismo, per guadagnare un punto di vista generale sulla maniera in cui più opportunamente possano essere interpretati filosoficamente i formalismi.

Su questi temi sto svolgendo dallíottobre 1999 attività di ricerca presso líuniversità di Innsbruck, avvalendomi della collaborazione dei proff. E. Runggaldier e R. Kleinknecht.
 
 

Il realismo in filosofia della matematica: una discussione critica.

Nel corso del presente intervento intendo individuare i tratti essenziali di una posizione realista in filosofia della matematica, accennare ai risultati tecnici che, alternativamente, si possono addurre a favore del realismo o paiono metterlo in questione, per procedere, poi, ad alcune considerazioni più generali di metodologia in filosofia della matematica.

back to top


VALERIA ASCHERI
via privata Puggia 3/7 16131 Genova e-mail: ascheri@nous.unige.it

- Laurea in Filosofia conseguita l'8 luglio 1999 presso la facolta' di Lettere e Filosofia dell'Universita' di Genova.  Titolo della tesi: "Il problema del linguaggio in SETI (Search for Extraterrestrial Intelligence)". Relatore Prof. Carlo Penco, correlatore Prof. Evandro Agazzi.
- Marzo 2000: iscritta al primo anno del dottorato in Filosofia della scienza presso il Dipartimento di Filosofia dell'Universita' di Genova (tutor Prof. Carlo Penco).
- Il mio programma di ricerca verte sul ragionamento per analogia, in particolare sul ruolo svolto dall'analogia nel processo conoscitivo specialmente all'interno di una logica della scoperta scientifica.  Le  discipline coinvolte sono pertanto filosofia della scienza da un lato e, dall'altro, le scienze cognitive per quanto riguarda un tentativo di definizione del ragionamento per analogia nell'ambito logico e applicativo in Intelligenza Artificiale.

Allo scopo di inquadrare questa parte del progetto di ricerca partecipero' alla scuola estiva: 7th   International School in Cognitive Science (Sofia,  Bulgaria) organizzato dalla New Bulgarian University Academy of Science and Bulgarian Society for Cognitive science, sponsorizzato dalla Open Society Institute in Budapest- HESP program (10-30 luglio 2000).

Pubblicazioni
- V. Ascheri, "A methodological approach to communicate with extraterrestrials", Proceedings of the third international Congress "Bioastronomy'99: A new era in the search for life in the Universe",
Hawaii, USA, ASP conference series (editor G. Lemarchand), (in stampa).
- P. Musso, V. Ascheri "Giordano Bruno e il multiverso: scientifizzazione
della metafisica o metafisicizzazione della scienza?", presentato al convegno annuale "Giordano Bruno: al di la' delle opposte passioni" della Facolt Teologica  S. Tommaso di  Napoli Capodimonte,17-18 febbraio 2000.
- V. Ascheri, P. Musso "Philosophical and theological implications caused by a SETI success", contributo richiesto per il libro About Aliens, a cura di T. D. Wabbel, (in stampa).
-  V. Ascheri, "Extraterrestrial life and communication perspectives" articolo su invito per il Sixth Trieste Conference on Chemical Evolution"First steps in the origin of life in the Universe" presso The Abdus Salam International Centre for Theoretical Physics (18- 22 Settembre 2000, Trieste, Italia) (in preparazione).
 
 

Analogie concettuali o concetti analogici?

Che cos'è l'analogia? D. Gentner sintetizza così: 1) l'analogia è una somiglianza in cui le stesse relazioni appartengono a differenti domini o sistemi, 2) inferenza: se due cose concordano sotto certi aspetti allora probabilmente concordano su altri. Il ragionamento per analogia si basa concretamente su una combinazione di concetti già acquisiti mirando in tal maniera a scoprire nuove corrispondenze tra due regioni concettuali preesistenti (innovazione concettuale); esistono sempre diverse combinazioni possibili che conducono a differenti domini: il numero delle corrispondenze possibili crescerà esponenzialmente con il numero dei legami. Da questi presupposti l'argomento che intendo affrontare è se il ragionamento per analogia svolga una funzione meramente euristica/interpretativa ("una maniera di cercare gli occhiali con l'aiuto degli occhiali stessi" N.Kemp Smith (1981)) e sia da porre essenzialmente su un piano linguistico-logico portando così alla costruzione di analogie concettuali . D'altra parte la questione sembra dover essere capovolta per non cadere in una visione ingenua: le diverse nozioni di concetto fluido, sfera concettuale nonchè di nodo e rete concettuale portano a chiedersi se l'analogia non sia già un elemento costituente nella costruzione dei concetti stessi e il piano del ragionamento analogico non sia anzitutto quello metafisico-ontologico. In questo caso l'analogia sarebbe elemento chiave non solo di una teoria dei concetti ma piuttosto del processo conoscitivo.

back to top


ARIANNA BETTI
a.betti@aws.fmag.unict.it ; http://www.fmag.unict.it/PolPhil/Betti.html

Laurea a Firenze (1996) con Ettore Casari. Lavoro sulla filosofia austropolacca da Bolzano a Tarski passando per i brentaniani, con particolare riferimento a semantica, mereologia e ontologia. Tesi: "Logica, Verità e Tempo nella tradizione austropolacca". Nel 2001 sarò per un periodo a Leiden (Olanda) con G. Sundholm. Il mio tutor è Michele Marsonet. Ho scritto 7 articoli tra già pubblicati, in stampa e traduzioni di entrambi. La lista è visibile nella mia homepage.

Quadrati rotondi e altre oggettualità. Kazimierz Twardowski e le rappresentazioni senza oggetto.
Nell'opera  maggiore del brentaniano Twardowski, Sulcontenuto e l'oggetto delle rappresentazioni, si sostiene, contro la posizione di Bernard Bolzano che non si danno rappresentazioni senza oggetto, né (di conseguenza) nomi che non denotano nulla. Perché secondo Twardowski Bolzano ha torto? Come mai Twardowski dà cittadinanza nel suo mondo a oggetti come i quadrati rotondi? Ma soprattutto, che cosa ci si può fare?

back to top



PAOLA CANTÙ
paola.cantu@tiscalinet.it

Da ottobre 1998 è Dottoranda in Filosofia della Scienza presso líUniversità degli Studi di Genova (Tutor: Giulio Giorello). Si è laureata in Filosofia presso líUniversità degli Studi di Milano con i Prof. Silvio Bozzi e Corrado Mangione (Tesi di laurea - Il razionalismo critico di Giuseppe Veronese: uníindagine logico-filosofica sui fondamenti della geometria). Ha studiato presso líUniversité de Genève (Prof. K. Mulligan e J. Barnes); attualmente svolge ricerca presso la Friedrich-Alexander-Universität Erlangen (Prof. Ch. Thiel e V. Peckhaus).

Programma di ricerca - Alcune definizioni ottocentesche della matematica come teoria delle forme (B. Bolzano, R. e H. Graßmann)

Pubblicazioni: 1) "Il sorgere di nuove geometrie nellíOttocento: alcune riflessioni storico-filosofiche sui fondamenti della matematica", in Rivista di storia della Filosofia, 4 (1998); 2) Giuseppe Veronese e i fondamenti della geometria, Milano, Unicopli, 1999
 
 

Bernard Bolzano: rappresentazione soggettiva, rappresentazione in sé, oggetto. Le rappresentazioni anoggettuali nella Dottrina della Scienza.

La distinzione tra rappresentazione soggettiva, oggettiva e oggetto è introdotta da Bolzano in funzione antipsicologistica: essa ha un duplice valore, ontologico e semantico. In forza di tale tripartizione Bolzano ammette l'esistenza di concetti senza oggetto e senza estensione: rappresentazioni contraddittorie e empiricamente vuote, costanti logiche, termini sincategorematici, il nulla, lo zero, la radice di un numero negativo. La rilevanza epistemologica dellí'ntroduzione delle rappresentazioni senza oggetto è individuata nell'applicazione alla matematica (finalizzata alla giustificazione della teoria delle equazioni e dei numeri irrazionali), nelle tesi di filosofia del linguaggio (la dichiarazione della falsità di tutte le proposizioni il cui soggetto logico è vuoto), nel dibattito filosofico successivo (Twardowski, Meinong, Russell).

Bibliografia essenziale: Bernard Bolzano, Wissenschaftslehre (Fundamentallehre e Elementarlehre), in Gesamtsausgabe, a cura di E. Winter, Stuttgart-Bad-Cannstatt, Frommann-Holzboog, 1/11/1-3, 1985-7

back to top



ALESSANDRO DELL'ANNA
a_dellanna@hotmail.com

Laureato nel giugno 1999 all'università di Torino con tesi su Sense and Sensibilia di J.L.Austin (relatore Maurizio Ferraris), ho vinto quest'anno il Dottorato presso il dipartimento di epistemologia di Genova
(tutor Carlo Penco). Mi occupo di filosofia della percezione con particolare riferimento alla fenomenologia sperimentale, che si configura come sintesi di psicologia della Gestalt e approccio ecologico, in aperta opposizione ad alcuni postulati del cognitivismo.

Pubblicazioni:
"Ontologia e senso comune in J.L.Austin" in Idee 1999, n. 42, "Errore dello stimolo: questione epistemologica alle radici dell'ontologia"  di prossima pubblicazione sulla Rivista di Estetica

Stimulus error

La psicologia della Gestalt, come si delinea nel circolo di Praga, sorge in reazione a due tipi di riduzionismo: quello introspezionistico e quello  comportamentistico. In questione é la natura dell'esperienza diretta (quella
fondata sulla percezione) e la possibilità di una sua tematizzazione scientifica. L'errore dello stimolo sembra dimostrare la necessità di un  tale studio. Cercheremo di presentarne le varietà, e di accennarne l'importanza per l'ontologia e la semantica situazionale.

back to top


ALESSANDRA GAUDINO
moelca1@galactica.it

1994-oggi: dottoranda in filosofia della scienza presso l'Universita' di Genova. Relatore: prof. Galvan, Universita' Cattolica di Milano. Argomento della tesi: programma di Hilbert e strumentalismo in matematica.
1993: laurea in Filosofia presso l'Universita' Cattolica di Milano. Relatore: prof. Galvan. Argomento della tesi: logica deontica e legge di Hume.
Sto lavorando su alcune interpretazioni relativamente recenti del programma di Hilbert, in particolare della concezione hilbertiana di strumentalismo, (mi riferisco sostanzialmente a Detlefsen, Hallett, Isaacson) e su una trattazione logico-formale compiuta da Ignjatovic che si ispira all'interpretazione di Detlefsen.
 
 

Strumentalismo in matematica

back to top


LUCA MALATESTI
luca.malatesti@stir.ac.uk

Laureato in Filosofia a Firenze (1993) con una tesi in Filosofia della Scienza. Nel 1995 ha iniziato il Dottorando in Filosofia della Scienza presso il Dipartimento di Genova, con relatore il Professor Paolo Aldo Rossi. Ha trascorso periodi di studio ad Hull e Stirling. Il titolo della tesi di dottorato e' Physicalism and Sensation. Si occupa di filosofia della mente. In particolare, e' interessato ai problemi metafisici ed epistemologici connessi all'analisi filosofica delle sensazioni.
 
 

Soggettivita' epistemica e l'ipotesi dell'abilita'

Frank Jackson ha proposto il seguente famoso esperimento mentale contro l'idea che tutti gli stati mentali possono essere ridotti in termini di una qualche scienza naturale. Mary ha una conoscenza scientifica completa dei colori e della loro visione acquisita vivendo in un laboratorio monocromatico. Fuggendo da questo ambiente, Mary ha finalmente modo di sperimentare i colori come si danno nella nostra esperienza quotidiana. Jackson, prima di una recente ritrattazione, traeva da questo caso ipotetico due conclusioni. La prima, epistemica, e' che Mary nell'avere esperienza dei colori acquisisce nuova conoscenza. La seconda, ontologica, e' che, data la completezza della sua conoscenza scientifica dei colori, questa nuova conoscenza riguarda proprieta' degli stati mentali che non possono rientrare nell'ontologia delle scienze naturali.

Scopo del mio intervento e' valutare una replica a questo argomento proposta da David Lewis e altri filosofi. La premessa centrale della loro posizione e' che la nuova conoscenza di Mary non e' proposizionale ma e' costituita da un insieme di abilita'. Tento di mostrare che vi sono ragioni per rifiutare tale analisi e, quindi, questo tipo di refutazione dell'argomento di Jackson.

back to top


GABRIELLA PIGOZZI

pigozzi@dcs.kcl.ac.uk; pgabriella@iname.com

Giugno 1997: laurea in Filosofia presso l'Università degli Studi di Milano con una tesi dal titolo "Un approccio categoriale agli insiemi fuzzy" (relatore: Prof. Silvio Bozzi). Novembre 1997: dottorato in Filosofia della Scienza presso l'Università di Genova (XIII ciclo), tutor: Prof. Giulio Giorello. Da Gennaio 1999 presso il King's College di Londra, tutor: Prof. Dov Gabbay. Interessi di ricerca: ragionamento non monotono, teoria delle probabilità, logica dei condizionali, procedimenti di revisione di databases.

Pubblicazioni:
G. Pigozzi, Il ragionamento non monotono. Aspetti logici ed epistemologici, in "Epistemologia applicata - Percorsi filosofici", a cura di Giulio Giorello e Michele di Francesco, Cuem, Milano 1999, pp. 42-54.

D. Gabbay, G. Pigozzi, Introduzione alla revisione controllata, in "Saggi in memoria di Marco Mondadori", a cura di Marcello D'Agostino, Giulio Giorello e Salvatore Veca, Il Saggiatore e Fondazione Mondadori, in corso di pubblicazione.
 
 

La revisione controllata.

Ogni sistema per l'elaborazione della conoscenza si propone di rappresentare il mutamento epistemico che deriva dall'aggiunta di una nuova informazione A ad un insieme esistente di dati D . Questa operazione è detta revisione di D con A ed è comunemente rappresentata dall'operatore di revisione o . Quando una teoria coerente D riceve una formula A quale nuovo input, D o A sarà semplicemente D È A, se coerente. I problemi sorgono nel caso in cui A non possa essere aggiunta a D senza provocare incoerenza. Diverse sono state le soluzioni proposte per affrontare il conflitto tra informazioni in un database. Tra i cosiddetti coherence approaches il più noto è certamente rappresentato dai postulati per la revisione delle conoscenze, proposti da Alchourrón, Gärdenfors e Makinson. Viceversa, il truth maintenance system (TMS) proposto da Doyle esemplifica il foundations approach.

In collaborazione con il Prof. Dov Gabbay si sta studiando un processo di revisione per il ragionamento non monotono, detto revisione controllata (Ä ). La teoria dei Labelled Deductive Systems (LDS) rappresenta una buona struttura in cui implementare le caratteristiche delle logiche non monotone e in cui definire un idoneo algoritmo di revisione. La funzione di controllo nel processo di revisione è assicurata dal considerare la teoria D un insieme strutturato, dove ogni formula è etichettata con tutte quelle informazioni che l'applicazione specifica consideri determinanti per definire la revisione di aggiornamenti conflittuali. Il vantaggio principale della nostra proposta consiste nella definizione di un meccanismo di revisione flessibile, in grado cioè di essere adattato ad ogni singola applicazione. L'etichettatura di ogni formula consente di registrare come la formula in questione sia stata ottenuta (quali formule ne costituiscano la giustificazione) e se - ed eventualmente quando - sia stata aggiunta o respinta per ripristinare la coerenza. Infine, LDS assicura la rappresentazione di una teoria strutturata e la propagazione delle etichette nel corso del processo di revisione.
 

back to top


VIOLA SCHIAFFONATI
schiaffo@elet.polimi.it
 

2000: dottoranda in Filosofia della Scienza presso l'Università degli Studi di Genova. Tutor: Prof. Giulio Giorello.

1999: laurea in Filosofia presso l'Università degli Studi di Milano. Titolo della tesi: Critica filosofica dell'uomo e della macchina agenzia alla luce dell'intelligenza artificiale. Relatore: Prof. Giulio Giorello; correlatore esterno: Prof. Marco Somalvico (Politecnico di Milano).

Interessi di ricerca: Filosofia dell'intelligenza artificiale. Studio dei fondamenti epistemologici e antropologici della disciplina intelligenza artificiale. Analisi del rapporto uomo-macchina alla luce della macchina agenzia. Epistemologia della creatività. Individuazione dei ruoli della razionalità e dell'irrazionalità nella scoperta scientifica. Risultato dell'attività creativa concepito come un'agenzia dinamica creativa. Promozione della cooperazione uomo-macchina finalizzata alla scoperta scientifica bipolare e ai fondamenti epistemologici della scienza dell'informazione. Musei virtuali. Impiego di tecniche di intelligenza artificiale per la risoluzione dei problemi connessi alla concezione e realizzazione di un museo, per la sua simulazione e per la sua visita virtuale.

Pubblicazioni:
Amigoni, F., Schiaffonati, V., Somalvico, M., "PROCESSING AND INTERACTION IN ROBOTICS" in Sensors and Actuators A: Physical, 1998, vol. 72, 1, 1999, p. 16-26.

Amigoni, F., Schiaffonati, V., Somalvico, M. "A MULTILEVEL ARCHITECTURE OF CREATIVE DYNAMIC AGENCIES" in Foundations of Science. In fase di pubblicazione.

Amigoni, F., Schiaffonati, V., Somalvico, M., "DYNAMIC AGENCIES AND CREATIVITY" presentato al International Congress on Discovery and Creativity, 1998, Ghent, Belgio, 14-16 Maggio, p.26-27.

Amigoni, F., Schiaffonati, V., Somalvico, M. "A MULTILEVEL ARCHITECTURE OF CREATIVE DYNAMIC AGENCIES" presentato al International Congress of Model-based Reasoning in Scientific Discovery, 1998, Pavia, Italia, 17-19 Dicembre, p.1-2.

Amigoni, F., Schiaffonati, V., Somalvico, M., "DYNAMIC AGENCIES AND CREATIVE SCIENTIFIC DISCOVERY" presentato al Symposium of AI and Scientific Creativity, 1999, Edinburgh, Gran Bretagna, 8-9 Aprile, p.72-81.

Amigoni, F., Schiaffonati, V., Somalvico, M., "SOME ETHICAL ASPECTS OF AGENCY MACHINES BASED ON ARTIFICIAL INTELLIGENCE" presentato al Fourth ETHICOMP International Conference on Social and Ethical Impacts of Information and Communication Technologies, Roma, Italia, 6-8 Ottobre 1999.
 
 

Le agenzie: un nuovo approccio alla filosofia dell'intelligenza artificiale




La connessione fra filosofia e intelligenza artificiale appare caratterizzata da una sorta di "circolarità", in cui la filosofia offre idee e strumenti concettuali e critici per trattare alcuni dei problemi centrali dell'intelligenza artificiale e, di contro, l'intelligenza artificiale rappresenta un elemento fondamentale per affrontare in modo originale alcune delle questioni della tradizione filosofica.

La ricerca proposta trova collocazione in questo contesto d'integrazione fra intelligenza artificiale e filosofia, con particolare attenzione al ruolo dei sistemi a molti agenti o agenzie che rappresentano attualmente uno dei settori di maggiore sviluppo e successo nell'ambito dell'intelligenza artificiale.

L'interesse risiede nel fatto che, esaminando i sistemi a molti agenti (macchine complesse composte da macchine più semplici che sono elaboratori e robot in grado di cooperare), si evidenziano i diversi livelli e le diverse forme che la relazione fra intelligenza artificiale e filosofia può assumere.

Da un punto di vista generale, la filosofia ha interesse a valutare i mutamenti che avvengono nel rapporto uomo-macchina quando l'uomo interagisce con una macchina complessa come l'agenzia. L'adozione delle agenzie, infatti, muta radicalmente lo scenario tecnologico, scientifico e culturale in cui l'uomo agisce. I sistemi a molti agenti, per le caratteristiche di flessibilità che derivano dalla presenza dei paradigmi di distribuzione e cooperazione, non rappresentano però solo promettenti oggetti di indagine filosofica. Essi sono anche interessanti strumenti di analisi per affrontare alcuni dei problemi tradizionali della storia intellettuale umana. È possibile così proporre modelli concettuali che si ispirano alla struttura architettonica "a molti livelli" delle agenzie e che forniscono valide e originali descrizioni di attività umane quali la scoperta scientifica o le diverse forme della "creatività".

La ricerca è quindi articolata secondo due livelli concettuali distinti, ma interagenti allo scopo di affinare la natura e l'uso di strumenti transdisciplinari, quali le agenzie e i modelli astratti che da esse sono ispirati. Il primo livello fa riferimento al ruolo delle agenzie quali oggetti di analisi nel contesto dei mutamenti che la loro adozione provoca a livello del rapporto uomo-macchina. Il secondo livello concettuale è rappresentato dal ruolo strumentale che le agenzie possono svolgere nella descrizione delle attività intellettuali responsabili della formulazione di modelli dei fenomeni della realtà.
 

back to top


back to Home Page Epistemologia