Seminario dottorandi

Dipartimento di Filosofia aule E/F

5-6 giugno 2002

Mercoledì 5 Giugno 2002

ore 11.30 Viola Schiaffonati e Roberta Ferrario — "L'interazione sociale tra agenti cognitivi"

ore 17.30 Davide Arecco — "Mongolfiere, scienze e Lumi nel tardo Settecento"

Giovedì 6 Giugno 2002

ore 10.00 Roberto Arpaia — "Tautologie e valori di verità: prospettive dell'algebra della logica"

ore 11.30 Paola Cantù — "La matematica come teoria delle forme"

14,30 Alberto Giordano - "La filosofia politica di Luigi Einaudi"

ore 15.00 Massimiliano Badino — "Teoria dell'informazione e esperimento scientifico"

ore 16. 30 Alessandro Dell'Anna - "Puo' la rappresentazione spiegare l'errore percettivo?"

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Viola Schiaffonati e Roberta Ferrario"L'interazione sociale tra agenti cognitivi"

La teoria degli agenti artificiali e dei sistemi multiagente è oggi un paradigma emergente nell’ambito dell’intelligenza artificiale e, più in generale, dell’informatica e si propone di risolvere vecchie problematiche e avanzare nuovi scenari di discussione e applicazione. Inoltre, essa promuove degli schemi concettuali originali che offrono una nuova prospettiva sul modo di percepire il fenomeno dell’intelligenza. In questo ambito si avverte come necessaria una fondazione filosofica delle principali nozioni in gioco, prima fra tutte quella di interazione, che rappresenta il nodo concettuale del settore. In questa ricerca ci concentriamo in particolare nel proporre definizioni che siano fra loro correlate, in modo da descrivere il fenomeno dell’interazione mediante una struttura interpretativa unitaria. Considerando l’interazione come azione bidirezionale o reciproca, proponiamo innanzittutto una tassonomia dei vari tipi di interazione basata sul rapporto tra gli obiettivi individuali degli agenti che compongono un gruppo e gli obiettivi del gruppo come entità unica. Questa classificazione richiede la specificazione della nozione chiave di gruppo, considerata come correlata al concetto di contesto. Oltre a ciò, affrontiamo anche il problema del coordinamento tra agenti interagenti, presentandolo come una dinamica organizzativa interna al gruppo. Questa ricerca ha il duplice scopo di porre le basi per una migliore comprensione degli elementi costitutivi dei sistemi multiagente, ossia i concetti di agente, di socialità, di tipi di interazione, e di presentare uno scenario coerente in grado di classificare la massa eterogenea delle applicazioni e agire come stimolo per migliorare le applicazioni stesse.

Davide Arecco — "Mongolfiere, scienze e Lumi nel tardo Settecento. Cultura accademica e conoscenze tecniche dalla vigilia della Rivoluzione francese all'età napoleonica"

Il mio lavoro intende riesaminare l’assai poco studiata diffusione e risonanza delle imprese aerostatiche in Italia e in Europa, circolazione che ha interessato anche la letteratura (Monti e Leopardi, Bettinelli e Parini tra gli altri), attraverso tre linee direttrici principali (trattatistica, pubblicistica, accademie e istituzioni scientifiche), a loro volta redistribuite in chiave geografico-spaziale. Nel far ciò, ho cercato sempre di prediligere un discorso corretto e fondato ad uno teoreticamente giustificativo e basato su ipotesi aprioristiche, impostando la lettura dei documenti anche e soprattutto come indispensabile lettura comparata delle fonti, mantenendo uniti il piano della storia sociale e politica dell’impresa tecnico-scientifica con quello più vasto della storia culturale.

Roberto Arpaia"Tautologie e valori di verità: prospettive dell'algebra della logica"

L'algebra della logica si occupa di studiare le strutture algebriche associate alle logiche non classiche, generalizzando i risultati di Tarski sulla connessione tra algebre di Boole e logica classica. Riassumendo brevemente tecniche e risultati dell'algebra della logica contemporanea, accenneremo alla teoria wittgensteiniana delle tautologie come leggi (vero-funzionali) del pensiero umano, ponendoci il problema di cosa possa essere conservato di tale teoria dopo la scoperta di logiche che, diversamente dalla classica, non sono vero funzionali.

Paola Cantù"La matematica come teoria delle forme"

Per comprendere cosa fosse la matematica nell’Ottocento occorre muoversi in due direzioni: 1) individuare le ricerche matematiche in corso in quegli anni e 2) indagare il modo in cui i pensatori dell’epoca (matematici, filosofi e scienziati in genere) intendevano il loro lavoro e il sapere matematico. Si presenteranno e commenteranno alcune modalità di definizione e di classificazione della matematica riflettendo sul significato storico e filosofico che esse hanno in relazione ad una nuova concettualizzazione della matematica introdotta da Hermann e Robert Grassmann: perché da scienza delle grandezze la matematica diviene teoria delle forme?

Alberto Giordano "La filosofia politica di Luigi Einaudi"

La mia ricerca punta a ricostruire il pensiero politico-sociale di Luigi Einaudi lungo tre linee direttrici (filosofia sociale, fondazione del liberalismo tra etica ed economia, riflessione sul rapporto tra istituzioni ed individui), evidenziandone le profonde radici filosofiche tramite un’analisi delle fonti principali del suo pensiero (verranno presi in considerazione, tra gli altri, Adam Smith, John Stuart Mill, Thomas Carlyle, Alexis de Tocqueville e Wilhelm Röpke).

Massimiliano Badino"Teoria dell'informazione e esperimento scientifico"

Si propone di trattare alcuni problemi riguardanti l'esperimento scientifico mediante gli strumenti della teoria dell'informazione. Dopo una descrizione sommaria di alcuni di questi strumenti, si propone una nuova funzione atta a misurare il grado di "contraddizione" che un risultato induce sulla teoria. Si sviluppano alcuni teoremi per questa funzione e si derivano alcune conseguenze filosofiche.

Alessandro Dell’Anna"Puo' la rappresentazione spiegare l'errore percettivo?"

Una delle accuse più frequenti a una teoria della percezione diretta (ecologica) è la sua difficoltà nel dare conto dell'errore percettivo. Se davvero raccogliessimo senza mediazioni mentali l'informazione presente nell'ambiente non ci dovremmo mai sbagliare. E invece capita, seppur raramente, di scambiare una persona per un'altra o di andare a sbattere contro una vetrata che non abbiamo notato (più tradizionalmente, di essere ingannati da un trompe l'oeil). Può un qualche genere di rappresentazione mentale lenire i guai delle teorie dirette? O è il concetto di errore percettivo che va ridefinito?